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Cristina Pinto, nata il 21 luglio 1969 a Masseria Grande, nel comune di Pianura, è cresciuta in un'area che dagli anni '80 è diventata un fulcro del narcotraffico sotto il dominio della camorra. Figlia di un appaltatore e di una madre coinvolta nello spaccio di fumo, Cristina entra nel mondo del crimine a soli sedici anni, segnando l'inizio di una vita costellata da incarcerazioni e incontri con figure chiave della criminalità, tra cui Mario Perrella, capo del clan che domina il Rione Traiano. La sua vita è stata un susseguirsi di violenze, tradimenti e gravi perdite, tra cui il primo amore, Vincenzo Giordano, affiliato alla famiglia camorrista Lago, e l'omicidio di amici stretti. Dopo aver trascorso ventidue anni in carcere in varie città italiane, Cristina riflette sulle profonde cicatrici lasciate dalla camorra sulla sua esistenza e quella dei suoi cari. In "Nikita. Storia di una camorrista", Cristina si racconta senza filtri, offrendo una testimonianza diretta e sincera della sua travagliata vita tra crimine e redenzione.