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Tokyo, 1903. Con The Ideals of the East Kakuzō Okakura trasforma la storia dell'arte giapponese in una teoria generale della civiltà asiatica. India, Cina, buddhismo, confucianesimo, taoismo, pittura, religione e memoria non restano elementi separati: vengono concatenati nella formula Asia is one. L'arte diventa archivio dello spirito, le forme testimoniano continuità, il Giappone appare come il luogo nel quale le successive stratificazioni dell'Asia sarebbero state conservate, assimilate e rinnovate.
Questo volume ricostruisce dall'interno quella macchina. Da The Ideals of the East a The Awakening of Japan, da The Awakening of the East a The Book of Tea e Modern Problems in Painting, segue il passaggio dall'unità spirituale dell'Asia al privilegio giapponese, dal museum of Asiatic civilisation al singular genius of the race, dal rovesciamento del Yellow Peril nel White Disaster alla polarità Oriente/Occidente. Arte, memoria, religione e civiltà vengono progressivamente trasformate in caratteri collettivi.
La difficoltà comincia qui. Criticare il colonialismo europeo non significa attribuire all'Occidente una natura materialista e predatoria; riconoscere la grandezza delle arti asiatiche non richiede uno spirito immutabile dell'Asia; conservare un patrimonio non autorizza a rappresentare chi lo ha prodotto. Okakura non costruisce una razziologia biologica: nessuna antropometria, nessuna teoria della purezza, nessun programma eugenetico. Ma quando differenze storiche e artistiche diventano qualità durevoli dei popoli, la cultura può cominciare a funzionare come natura.
Anche il panasiatismo rimane bifronte. Negli incontri con Vivekananda, Sister Nivedita e l'ambiente bengalese, l'Asia emerge come rete di scambi e solidarietà anticoloniale. Ma il Giappone, custode privilegiato di quella civiltà, può passare da archivio a interprete, da interprete a modello, da modello a possibile guida. Il volume distingue perciò rigorosamente ciò che Okakura scrive dalle successive appropriazioni imperiali dei suoi testi.
Estetica spirituale e razzismo culturale giapponese non riduce Okakura a un teorico della superiorità nipponica. Il problema è più preciso: che cosa accade quando una civiltà viene trasformata in carattere, il carattere in missione e la missione in gerarchia?
La macchina Okakura può essere condensata così: colonialismo, Asia, arte, spirito, Giappone-archivio, assimilazione, Oriente/Occidente, race, risveglio, leadership. La dignità dell'Asia non richiede che la civiltà diventi destino.
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